Forum di sciamanesimo, antropologia e spirito critico
Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
Voler ottenere tutto e subito è sciocco
Nei momenti più difficili, ricorda sempre che le abitudini stabiliscono un destino.
Stabilisci quelle che ti danno energia e crescita.
È solo nell’ora più profonda del Duat, nella Notte oscura dell’anima che possiamo vedere noi stessi.
E capire come superare la notte.
Non rifuggire l’oscurità, impara a vederci attraverso.
Tutto passa e scorre, il giorno diviene notte e la notte giorno.
Ciò che è bene per te ora domani diverrà un ostacolo e un impedimento, o un danno, e viceversa.
Tutto finisce e muta, come la pelle di un serpente.
Impara ad essere la volontà pura di vivere e non la pelle morta di un intento esaurito.
Tutto ciò che non supera l’alba del tuo nuovo giorno, non deve essere portato con te.
Il mondo è infinito, non giudicare perdite e guadagni come il piccolo pescatore che non ha mai visto l’Oceano.
Sconfinate sono le possibilità della Ruota.
Impara a fluire e solo allora senza occhi, senza orecchie né pensiero, vedrai, sentirai e capirai il Tao.
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 Ernesto de Martino

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MessaggioOggetto: Ernesto de Martino   Lun 3 Gen 2011 - 16:37

Ernesto de Martino



Biografia intellettuale

Dopo la laurea in Lettere conseguita presso l'Università di Napoli nel 1932, con una tesi in Storia delle religioni sui gephyrismi eleusini sotto la direzione di Adolfo Omodeo, si interessò alle discipline etnologiche.

Almeno fino al 1936 dimostra idee convintamente fasciste, iscrivendosi ai GUF e alla Milizia Universitaria, collaborando a "L'Universale" di Berto Ricci e facendo circolare in una cerchia ristretta di collaboratori un "Saggio sulla religione civile" poi rimasto inedito, in cui De Martino esprime idee non dissimili da quelle formulate negli stessi anni dalla Scuola di mistica fascista[1].

Il suo primo libro, Naturalismo e storicismo nell'etnologia, è un tentativo di sottoporre l'etnologia al vaglio critico della filosofia storicista di Benedetto Croce. Secondo de Martino, infatti, solo attraverso la filosofia storicista l'etnologia avrebbe potuto riscattarsi dal suo naturalismo (tratto che accomuna, per de Martino, tanto la scuola sociologica francese che gli indirizzi "pseudostorici" tedeschi e viennesi). Fu lo stesso Croce a introdurre il giovane de Martino all'editore Laterza, suggerendo la pubblicazione del libro, in cui, nonostante qualche ingenuità, si può già scorgere in nuce l'idea del successivo lavoro sul "magismo etnologico".

Scritto negli anni della II guerra mondiale e pubblicato nel 1948, Il mondo magico è il libro nel quale Ernesto de Martino elabora alcune delle idee che rimarranno centrali in tutta la sua opera successiva. Qui de Martino costruisce la sua interpretazione del magismo come epoca storica nella quale la labilità di una "presenza" non ancora decisa viene padroneggiata attraverso la magia, in una dinamica di crisi e riscatto.

Negli anni che seguono la guerra de Martino comincia a interessarsi allo studio etnografico delle società contadine del sud Italia. Di questa fase, talvolta detta "meridionalista", fanno parte le opere più note al grande pubblico: Morte e pianto rituale, Sud e magia, La terra del rimorso.

Innovativo nelle sue ricerche fu l'approccio multidisciplinare che lo portò a costituire un'équipe. Ad esempio, La terra del rimorso è la sintesi delle sue ricerche sul campo (il Salento) affiancato da un medico, uno psichiatra, una psicologa, uno storico delle religioni, un'antropologa culturale, un etnomusicologo (Diego Carpitella) e, infine, un documentarista cinematografico. Nello studio del fenomeno del tarantismo vengono utilizzati anche filmati girati tra Copertino, Nardò e Galatina.

A queste monografie segue la pubblicazione dell'importante raccolta di saggi Furore Simbolo Valore (1962).

La fine del mondo, pubblicato nel 1977 a cura di Clara Gallini, è il primo e più importante di una serie di inediti con la cui pubblicazione si è tentato di aggiungere elementi al ritratto di uno dei maggiori intellettuali italiani del XX secolo.


La presenza

La presenza in senso antropologico, nella definizione di de Martino è intesa come la capacità di conservare nella coscienza le memorie e le esperienze necessarie per rispondere in modo adeguato ad una determinata situazione storica, partecipandovi attivamente attraverso l'iniziativa personale e andandovi oltre attraverso l'azione.

La presenza significa dunque esserci (il "da-sein" heideggeriano) come persone dotate di senso, in un contesto dotato di senso.


Il campanile

Ne La fine del mondo, Ernesto de Martino racconta di una volta in Calabria quando, cercando una strada, egli e i suoi collaboratori fecero salire in auto un anziano pastore perché indicasse loro la giusta direzione da seguire, promettendogli di riportarlo poi al posto di partenza. L'uomo salì in auto pieno di diffidenza, che si trasformò via via in una vera e propria angoscia, non appena dalla visuale del finestrino sparì alla vista il campanile di Marcellinara, il suo paese. Il campanile rappresentava per l'uomo il punto di riferimento del suo circoscritto spazio domestico, senza il quale egli si sentiva realmente spaesato. Quando lo riportarono indietro in fretta l'uomo stava penosamente sporto fuori dal finestrino, scrutando l'orizzonte per veder riapparire il campanile. Solo quando lo rivide, il suo viso finalmente si riappacificò.

In un altro esempio, per esprimere il medesimo concetto, De Martino racconta di una tribù di cacciatori e raccoglitori australiani, nomadi da sempre e per sopravvivenza, che avevano però l'usanza di piantare al centro del loro accampamento un palo sacro, intorno al quale celebravano un rito ogni volta che "approdavano" in un luogo nuovo. Il giorno che il palo si spezzò, i membri della tribù si lasciarono morire, sopraffatti dall'angoscia.


Crisi della presenza

Il concetto di spaesamento, come una condizione molto "rischiosa" in cui gli individui temono di perdere i propri riferimenti domestici, che in qualche modo fungono da "indici di senso", viene meglio chiarito da De Martino nella sua idea di presenza. La crisi della presenza caratterizza allora quelle condizioni diverse nelle quali l'individuo, al cospetto di particolari eventi o situazioni (malattia, morte, conflitti morali, migrazione), sperimenta un'incertezza, una crisi radicale del suo essere storico (della "possibilità di esserci in una storia umana", scrive De Martino) in quel dato momento scoprendosi incapace di agire e determinare la propria azione. Su questi temi si è soffermata una sua studentessa e collaboratrice, la scrittrice Muzi Epifani, nella commedia La fuga, scritta a dieci anni dalla sua scomparsa. In questa opera, dedicata a De Martino, il protagonista Ernesto discute sulla mutazione del ruolo della donna nella società post-industriale.


Opere

* Naturalismo e storicismo nell'etnologia, Laterza, Bari, 1941; n. ed. con introduzione e cura di Stefano De Matteis, Argo, Lecce, 1996
* Il mondo magico: prolegomeni a una storia del magismo, Einaudi, Torino, 1948; n. ed. Boringhieri, Torino, 1973 (con introduzione di Cesare Cases e in appendice testi di Benedetto Croce, Enzo Paci, Raffaele Pettazzoni e Mircea Eliade)
* Morte e pianto rituale nel mondo antico: dal lamento pagano al pianto di Maria, Einaudi, Torino, 1958; n. ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2000 (con introduzione di Clara Gallini)
* Sud e magia, Feltrinelli, Milano, 1959; n. ed. 2002 (con introduzione di Umberto Galimberti)
* La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud, Il Saggiatore, Milano, 1961
* Furore, simbolo, valore, Il Saggiatore, Milano, 1962; poi Feltrinelli, Milano, 1980 (con introduzione di Luigi M. Lombardi Satriani) e ivi 2002 (con introduzione di Marcello Massenzio)
* Magia e civiltà. Un'antologia critica fondamentale per lo studio del concetto di magia nella civilta occidentale, Garzanti, Milano, 1962
* Mondo popolare e magia in Lucania, a cura e con prefazione di Rocco Brienza, Basilicata, Roma-Matera, 1975
* La fine del mondo. Contributo all'analisi delle apocalissi culturali, a cura di Clara Gallini, Einaudi, Torino, 1977; n. ed. 2002 (con introduzione di Clara Gallini e Marcello Massenzio)
* La collana viola: lettere 1945-1950 (con Cesare Pavese), a cura di Pietro Angelini, Bollati Boringhieri, Torino, 1991
* Scritti minori su religione, marxismo e psicoanalisi, a cura di Roberto Altamura e Patrizia Ferretti, Nuove edizioni romane, Roma, 1993
* Compagni e amici: lettere di Ernesto de Martino e Pietro Secchia, a cura di Riccardo Di Donato, La nuova Italia, Firenze, 1993
* Storia e metastoria: i fondamenti di una teoria del sacro, introduzione e cura di Marcello Massenzio, Argo, Lecce, 1995
* Note di campo: spedizione in Lucania, 30 settembre - 31 ottobre 1952, edizione critica a cura di Clara Gallini, Argo, Lecce, 1995
* L'opera a cui lavoro: apparato critico e documentario alla Spedizione etnologica in Lucania, a cura di Clara Gallini, Argo, Lecce, 1996
* Una vicinanza discreta: lettere (con Renato Boccassino), a cura di Francesco Pompeo, Oleandro, Roma, 1996
* I viaggi nel Sud di Ernesto de Martino, a cura di Clara Gallini e Francesco Faeta, fotografie di Arturo Zavattini, Franco Pinna e Ando Gilardi, Bollati Boringhieri, Torino, 1999
* Panorami e spedizioni: le trasmissioni radiofoniche del 1953-54, a cura di Luigi M. Lombardi Satriani e Letizia Bindi, Bollati Boringhieri, Torino, 2002
* Musiche tradizionali del Salento: le registrazioni di Diego Carpitella ed Ernesto de Martino (1959, 1960), a cura e testi di Maurizio Agamennone, Squilibri, Roma, 2005 (con 2 cd)
* Scritti filosofici, a cura di Roberto Pastina, Il mulino, Bologna, 2005
* Dal laboratorio del mondo magico: carteggi 1940-1943, a cura di Pietro Angelini, Argo, Lecce, 2007
* Ricerca sui guaritori e la loro clientela, a cura di Adelina Talamonti, Argo, Lecce, 2008 (con introduzione di Clara Gallini)

Bibliografia

* Franco La Cecla, Perdersi. L’uomo senza ambiente. Laterza, Bari 2000
* Muzi Epifani, La fuga. Opera teatrale, Roma, 1976
* Riccardo Di Donato (a cura di), La Contraddizione felice?: Ernesto De Martino e gli altri, ETS, Pisa, 1990

Voci correlate

* Benedetto Croce
* Vittorio Lanternari
* Claude Lévi-Strauss
* Diego Carpitella
* Tarantismo
* Carlo Tullio Altan, allievo
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