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Nei momenti più bui, ricorda sempre di fare un passo alla volta.
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 Gli insegnamenti di Don Juan

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Femminile Serpente
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MessaggioOggetto: Gli insegnamenti di Don Juan   Lun 31 Gen 2011 - 12:30

Innanzitutto invito chi non l’avesse ancora fatto a leggere l’area dedicata allo sciamanesimo Tolteco con particolare attenzione all’autore del libro che sto per presentarvi, ovvero Carlos Castaneda, questo è il link:

http://sciamanesimo.forumattivo.com/f8-toltec-shamanism-carlos-castaneda-sciamanesimo-tolteco-castaneda


Titolo: Gli insegnamenti di Don Juan
Autore: Carlos Castaneda
Edizioni: Rizzoli


Per chi volesse leggere tutta la bibliografia di Castaneda, riferita allo sciamanesimo e al suo apprendistato, deve sapere che questo testo è stato il primo, pubblicato nel 1968 (inizialmente edito dalla casa editrice Astrolabio e portava il titolo di “A scuola dallo stregone”).

Devo dire che lo stile scorrevole di Castaneda nel raccontare gli eventi che hanno così segnato la sua vita (secondo le sue testimonianze, non starò qui a dire o a contestare se tali esperienze siano vere o non vere) è tale da rendere il testo molto facile e veloce da leggere.

Nella prima parte racconta l’incontro con questa figura, un uomo che nonostante il viso e il collo scavato dall’età aveva un fisico agile e vigoroso, il nagual don Juan Matus.

Successivamente narra delle sue prime esperienze di apprendistato.

Una superficiale lettura iniziale può far pensare al disattento lettore che lo sciamano per accedere alla via della conoscenza e dell’ignoto deve per forza fare uso di sostanze psicotrope, tra le quali il peyote.

Dal libro:

CC: "Mi insegni quello che sai sul peyote, don Juan?"
JM: "Perchè vuoi acquisire questa conoscenza?"
CC: "Vorrei proprio saperne di più. Il desiderio di conoscere
non è un motivo sufficiente?"
JM: "No! Devi trovare nel tuo cuore la ragione per cui un
giovane come te vuole svolgere questo compito."



Secondo me il suo approccio con questo uomo così misterioso è stato tra i più impacciati, un po’ come può esserlo quello di un bambino verso il suo maestro/eroe.

Per quello che interpretai io, in un primo momento, la sua richiesta di conoscenza di quella particolare pianta era solo un mezzo per “rompere il ghiaccio”.

Per ciò che riguarda le sostanze psicotrope Castaneda, nei successivi libri, spiega che in realtà non hanno nulla a che fare con lo sciamanesimo tolteco, che erano servite agli antichi stregoni soltanto per scoprire l’esistenza di mondi alternativi.

Ma che è solo grazie lo spostamento del “punto d’unione” che gli sciamani sono in grado di esplorare la realtà non ordinaria.


E questo è anche il parere e il pensiero della scrivente, ricordatevi che per poter intraprendere viaggi sciamanici o per avere esperienze di sogni lucidi bisogna essere comunque vigili e attenti, perciò sarebbe una contraddizione usare qualcosa che crea dipendenza e che può nuocere gravemente alla salute dell'organismo, non vi sembra?

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Tila
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Mer 2 Feb 2011 - 11:02

Admin,

ieri sera una persona è venuta da me, tutta indignata, dicendomi che l’ultima parte di questo testo non ha alcun senso con il resto del libro.

L’ha definito “Uno spreco di carta e di tempo passato a leggerlo!”.

Si riferiva all’analisi strutturale, naturalmente.

Ammetto che non ricordavo neanche di quella appendice, anche perché il libro l’ho letto diverso tempo fa.

Oggi ho pensato di rispondergli qui, in modo da essere anche spunto di riflessioni e magari insieme capire meglio le motivazioni di Castaneda ma soprattutto perché, ad esempio, è importante leggere in ordine cronologico i suoi libri.

Inizio con il dire la mia, in attesa di altri pareri, non mi soffermerò sul fatto se io creda o non creda che tutto ciò che ha scritto sia vero perché non è questa la sezione più adatta visto che di Castaneda abbiamo un’area preposta, perciò per chi fosse interessato a questa argomentazione magari se ne parlerà successivamente e in quell’area, qui trattiamo soltanto ciò che riguarda la bibliografia.

Secondo me è importante leggere in ordine cronologico solo per il fatto che in quei testi c’è tutta l’evoluzione del suo apprendistato. Dal suo primo incontro con il nagual don Juan Matus e via con gli insegnamenti e le sue esperienze.

Sembra quasi di leggere un diario personale, dal primo le sue riflessioni e il suo racconto assume un carattere del tutto emotivo, a parer mio, si percepisce la paura, l’ansia e alcune volte il puro terrore di un uomo che affronta un viaggio verso “l'inconoscibile”.

Ma andando avanti si osserverà l’evoluzione da uomo (emotivo e carico di definizioni del tonal) a guerriero, da impacciato apprendista a nagual che tende agguati a noi lettori.

L’uso stesso delle sostanze psicotrope e della metodologia di insegnamento di don Juan non erano che agguati tesi all’uomo intrappolato ancora nel tonal.

Non solo ci renderemo conto di questa evoluzione, cambiando anche il nostro modo di vedere e capire le cose, ma riusciremo anche ad avere un quadro globale di ciò che voleva insegnare Castaneda.

L’evoluzione o meglio la conoscenza, questo viaggio così poco frequentato è davvero un lunghissimo viaggio…

Questa potrebbe essere anche la risposta del perché dell’esistenza di quella appendice, che tra l’altro mi è stato fatto notare che in molti dicono di saltare completamente quella parte.

Mah, io consiglio a tutti di leggere comunque tutto ma di farlo con spirito critico e aperto…il perché…anzi i perché delle cose, secondo me, saranno capiti solo in questo modo.

Un saluto

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Maty



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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Dom 6 Feb 2011 - 16:45

Un saluto al forum
Devo dire che la lettura di questo primo testo di Castaneda è stata per me un'esperienza piuttosto contraddittoria. Effettivamento la parte dell'analisi strutturale contrasta notevolmente con il resto dell'opera. Da l'idea di un Castaneda ancora trappola dei suoi schemi e troppo accademico. Durante la stessa esperienza con Don Jaun la sua continua richesta di conferme e domande lo pone in una situazione di disagio, vittima delle sue stesse paure che lo stesso Don Juan spesso sottolinea. Daltronde penso che il suo noviziato sia trasparente e traspare in continuazione proprio in questo volume che, se da una parte è lontano dalle esperienze e lezioni che compariranno in seguito, dall'altra non può che essere fondamentale per capire l'evoluzione successiva del "Nagual Castaneda".
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Dom 6 Feb 2011 - 18:07

Ciao Maty!

Ho letto quesgto libro molto tempo fa e devo dire che mi trovo della tua stessa opinione. Per lo meno, che sia voluto o no, Castaneda da la idea di testo ancora "accademico" e incentrato sulla sua percezione di quell'epoca dello "sciamanesimo". Di sicuro negli anni successivi, quando ha avuto tutto il tempo di rimettere a posto i suoi documenti e testi, avrebbe potuto fare tabula rasa di quelle testimonianze percepite e riportate in quel modom dando così una visione matura di quel periodo. Evidentemenet, per un motivo o l'altro, la sua decisione è stata diversa: qualche detrattore della veridicità delle esperienze di Castaneda sostiene che il tono piu "giovane" di questo testo sia stato un artificio narrativo che aveva lo scopo di dare profondità prospettica alla sua biografia di esperienze di cui lui solo era il "testimone" (negli anni successivi agli eventi trattati, si aggiunsero le streghe al palcoscenico delle dichiarazioni pubbliche).

Sia come sia, trovo interessante questa differenza di toni: negli ultimi libri, quelli più "astratti" si delinea la idea di sciamanesimo per come lo intendeva lui e presumibilmente Don Juan, Don Gennaro e tutti gli altri. Una questione di tecnica di percezione e di esercizio impassibile di disciplina. Una cosa motlo diversa dalel categorizzazioni a cui siamo abituati dalla antropologia ufficiale che da delel forme di sciamanesimo toni religiosi. Ma anche le altre forme di sciamaensimo sono del tutto diverse da "questa"; nel "Intervista col Nagual" di Torres (che consiglio di leggere, per lo meno perché permette di ridefinire e capire in modo più sintetico molti dei temi che sono sparsi e spalmati su tutto il territorio narrativ o di CC) Castaneda sotiene che gli sciamani devono avere almeno una laurea e devono tenersi al passo coi tempi per evitare di restare bloccati e ossessionati comicamente sulle loro capacità in seconda attenzione, come alcuni sciamani che ormai sanno solo più "trasformarsi in tacchini" eheheh confesso che la cosa mi ha fatto molto ridere, oltre che farmi venire un inquietanmte languorino XD
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Lun 7 Feb 2011 - 21:11

Grazie ad entrambi per la vostra testimonianza...

Oggi mentre bighellonavo su internet ho trovato questa scheda di wikipedia inglese su questo testo, e tra le notizie che vi troverete e che in parte abbiamo precedentemente discusso,vi è riportata la nota che informa che nell'edizione del 30 ° anniversario vi si può trovare il commento di Castaneda e una prefazione dell'antropologo Walter Goldschmidt non presenti nell'edizione originale.

Buona lettura!

FONTE: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Teachings_of_Don_Juan

The Teachings of Don Juan

The Teachings of Don Juan: A Yaqui Way of Knowledge was published by the University of California Press in 1968 as a work of anthropology. It was written by Carlos Castaneda and submitted as his master’s thesis in the school of anthropology. It reportedly documents the events that took place during an apprenticeship he claimed to have served with a self-proclaimed Yaqui Indian Sorcerer, don Juan Matus, between 1960 and 1965. The authenticity of the book, along with the rest of Castaneda’s series, has been a topic of debate since they were published.

The book is divided into two sections. The first section, The Teachings, is a first person narrative that documents Castaneda's initial interactions with don Juan. The second, A Structural Analysis, is an attempt, Castaneda says, at “disclos[ing] the internal cohesion and the cogency of don Juan’s Teachings.”[1]

The 30th anniversary edition, published by the University of California Press in 1998, contains commentary by Castaneda not present in the original edition. In addition, it contains a foreword by anthropologist Walter Goldschmidt, who was a professor of anthropology at UCLA during the time the books were written, and an introduction by the author.

References

1. ^ Castaneda, Carlos. The Teachings of Don Juan: A Yaqui Way of Knowledge. Berkeley: U of California P, 1998: 155.


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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Mer 27 Apr 2011 - 10:24

Ho trovato una versione integrale, in versione inglese, completamente consultabile online gratuitamente, di questo libro grazie a Google libri....

buona lettura! Very Happy

http://books.google.it/books?id=K7xMjWjqVmcC&printsec=frontcover&dq=The+teachings+of+Don+Juan&hl=it&ei=ru63TdrRBc3Qsgb944TrAw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CEEQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false

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don Gianni



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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Sab 16 Giu 2012 - 19:16

Un tempo, come continuazione di un qualcosa che passa da un punto nel passato e arriva al presente e poi magari fantastica nel futuro, in cui le cose e gli esseri si sgretolano via via, ed inteso dalle persone così, come se fosse eterno da giovani e sacro da vecchi... insomma in un tempo degli anni poco più oltre della metà in un passato recente del millenovecentocinquanta... un dono fu dato alle persone che popolano questo pianeta, qualsiasi cosa fosse e qualsiasi cosa siano questi esseri e qualsiasi cosa sia il tempo... questo dono fu un racconto che riguarda un insegnamento sconosciuto e non molto apprezzato e compreso... un racconto che si è trasformato in magia perché era davvero magico... perché davvero magici erano coloro che lo divulgarono... e magiche sono quelle terre, magici sono le gesta che da lì si sacrificarono... E un uomo, un essere che brillava di bontà e di libertà, decise che molti potevano andargli incontro... E passavano i corvi sopra le teste, e soffiava il vento, e le montagne si stagliavano sugli orizzonti immensi ed infiniti, dove il sole formava una apertura color dell'arancio!
In qualunque 'posto' si trovi adesso quell'essere, magari insieme ai suoi compagni, magari fino a dove parte un qualcosa che inonda i mondi... in quel luogo i pensieri non confusi e non forzati arrivano...
Ecco cosa sono gli insegnamenti di don Juan: magia che viene dal cuore... :-)
Con rispetto e piacere vi auguro a tutti un buon proseguimento...
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Sab 16 Giu 2012 - 23:02

Ciao Don Gianni,

Intanto grazie mille per il tuo intervento. ti do il benvenuto in questo forum.
Per quanto riguarda l'argomento discusso mi fa piacere vedere che c'è ancora gente che legge castaneda, magari senza i preconcetti, stratificati tanto in Italia, del guro delle droghe psichedeliche. Castaneda non è mai stato nulla di tutto questo. E' pur vero, come egli afferma nei suoi libri e in parecchie interviste, che l'uso delle droghe fu un mezzo attraverso il quale Don Juan (il tuo omonimo ^^) cercò di accelerare i tempi di apprendistato di Carlos e poi anche perché il suo tonal poteva essere velocemente messo in discussione in quel modo. Ma egli stesso disincentiva l'uso delle droghe come mezzo per diventare uomini di sapere.

Per quanto riguarda invece il libro che hai citato lo ritengo solo un inizio: gli altri libri di Carlos sono molto piu interessanti, e da molti punti di vista. Il suo primo libro fu solo una sorta di compilazione delle cse che aveva appreso e che stava iniziando a comprendere.

Infine chiudo solo con dire che non fu la bontà a guidare Don Juan. Fu lo Spirito e la Spietatezza impeccabile del suo intento. Se per bontà intendiamo quella umana allora ricadiamo nella autoindulgenza e non ci sarebbe alcuna traccia di essa nell'opera di Don Juan, stando a quanto dice Castaneda.

il suo lignaggio si chiudeva con Castaneda, il Nagual a Tre Punte. Da li inizia il cammino di ognuno di coloro che vogliono conoscere le basi del viaggio e che sono state diffuse a tutti coloro che le vogliono apprendere. Il suo lignaggio ha cessato di esistere ma lo ha fatto con una fioritura potenzialmente infinita.

Buona serata,

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don Gianni



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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Dom 17 Giu 2012 - 7:01

ciao Admin,

è un piacere grazie...

certo hai perfettamente ragione col dire che le droghe erano soltanto un contrasto per i dogmi e credenze a cui le persone sono sottoposte e imprigionate dal momento della loro venuta al mondo... e don Juan, sapendo che non aveva 'tempo', ha dovuto usarle con Carlos... per far si che 'fermasse il mondo' e iniziasse a veder sgretolate le sue convinzioni impostagli...
La bontà è intesa come segno d'amore e gentilezza, cortesia... perché è vero che don Juan seguiva i segni dello spirito... ma per seguirli doveva ascoltare il suo cuore... e dal cuore puro possono nascere soltanto sensazioni belle... ed è facile confondere dualismi sentimentali con pure sensazioni...
Certo, questo libro è il primo di Castaneda, ed essendo l'inizio, naturalmente non arriva alle spiegazioni quasi tecniche... Ma pur sempre fa parte di un tutto ed importante in egual modo agli altri per capire...

Buona giornata...
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Mar 19 Giu 2012 - 16:40

don Gianni ha scritto:
e don Juan, sapendo che non aveva 'tempo', ha dovuto usarle con Carlos... per far si che 'fermasse il mondo' e iniziasse a veder sgretolate le sue convinzioni impostagli...

Ciao don Gianni,

secondo me anche perchè Carlos era un gran "testone" Very Happy scherzo ovviamente; comunque semmai è esistito veramente don Juan ha avuto il suo gran da fare per smantellare l'importanza personale di Castaneda. Se non ricordo male lo stesso don Juan (ora non ricordo in quale libro esattamente) ringraziava lo Spirito e Carlos Castaneda per l'opportunità (il dono) che gli avevano dato.

don Gianni ha scritto:

La bontà è intesa come segno d'amore e gentilezza, cortesia... perché è vero che don Juan seguiva i segni dello spirito... ma per seguirli doveva ascoltare il suo cuore... e dal cuore puro possono nascere soltanto sensazioni belle... ed è facile confondere dualismi sentimentali con pure sensazioni...
Certo, questo libro è il primo di Castaneda, ed essendo l'inizio, naturalmente non arriva alle spiegazioni quasi tecniche... Ma pur sempre fa parte di un tutto ed importante in egual modo agli altri per capire...
Buona giornata...

Grazie per i tuoi appassionati interventi sul lavoro di Castaneda, spero di rileggerti presto, ti auguro una buona serata.

Tila

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Phantom



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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Mar 26 Giu 2012 - 15:43

Buon pomeriggio forum,
incuriosito dai vostri commenti ho incominciato anche io a leggere i testi di Castaneda, in ordine cronologico.
E vi devo ringraziare perchè se non fosse stato per voi credo che avrei lanciato il primo testo dalla finestra appena sono arrivato all'appendice.
Ora mi trovo al terzo: Viaggio a Ixtlan e incomincia ad essere un pochino più comprensibile.
So che magari quello che sto per dire è il classico "uovo di Colombo" ma credo che questi libri vadano letti più di una volta, in modo da saggiarne appieno gli insegnamenti. Voi che ne pensate?
Colgo l'occasione per dare il mio personale benvenuto a don Gianni in questo forum. Scusa il ritardo ma in questo periodo sono oberato di lavoro. Spero che ti troverai bene, come è capitato a me.
Buon proseguimento di giornata a tutti e a presto.
Phantom
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Dom 19 Ago 2012 - 15:28

Buona domenica a tutti,
di seguito riporto ancora qualche stralcio del succitato libro di Castaneda, siete invitati a condividere i vostri pareri e commenti. Buona lettura!


"Non sei abituato a questa vita, per questo non fai caso ai segni [presagi]. Sei una persona seria, ma la tua serietà è indirizzata a quello che fai, non a quello che succede all'esterno. Sei troppo concentrato su te stesso. E' questo il problema, e causa una fatica terribile."
"Ma cos'altro si può fare, don Juan?"
"Cerca e guarda le meraviglie che ti circondano. Ti stancherai di guardare solo te stesso e tutta questa fatica ti renderà sordo e cieco nei confronti di tutto il resto."


In questo mondo nulla ci viene regalato.
Tutto ciò che è da imparare va imparato con fatica.



Un uomo si avvia verso il sapere come se andasse in guerra: perfettamente vigile, con timore, rispetto e assoluta sicurezza. Andare verso il sapere o in guerra in qualunque altro modo è un errore, e chi lo commette potrebbe non vivere abbastanza a lungo per rimpiangerlo.
Quando un uomo ha soddisfatto questi quattro requisiti - essere perfettamente vigile, provare timore, rispetto e un'assoluta sicurezza - non dovrà rendere conto di nessun errore; quando è in questa condizione, le sue azioni perdono la fallibilità delle azioni di uno stupido. Se l'uomo sbaglia, o subisce una sconfitta, avrà perso soltanto una battaglia e non dovrà pentirsene amaramente.



Quando un uomo si dispone ad apprendere, deve impegnarsi quanto più gli è possibile, e i limiti del suo apprendimento sono determinati dalla sua stessa natura. Non c'è quindi ragione di parlare di sapere: la paura della conoscenza è naturale; la proviamo tutti e non c'è nulla che si possa fare per evitarla. Ma per quanto spaventevole possa essere l'apprendimento, ben più terribile è il pensiero di un uomo senza sapere.



Arrabbiarsi con gli altri significa dare importanza alle loro azioni ed è imperativo porre fine a questo modo di sentire.
Le azioni degli uomini non possono essere così importanti da mettere in secondo piano la sola scelta possibile: il nostro inevitabile incontro con l'infinito.



Ci sono milioni di strade. Un guerriero, di conseguenza, deve sempre tenere presente che una strada è soltanto una strada; se sente di non doverla seguire, per nulla al mondo dovrà indugiarvi. La decisione di proseguire su di essa o di abbandonarla dev'essere presa indipendentemente dalla paura o dall'ambizione.
Un guerriero deve considerare ogni strada con attenzione e determinazione e c'è una domanda che non può fare a meno di porsi: questa strada
ha un cuore?
Le strade sono tutte uguali: non portano da nessuna parte. Ciononostante, una strada senza un cuore non è mai gradevole. D'altro canto, una strada con un cuore è facile ... un guerriero non deve sforzarsi per trovarla gradevole, essa rende il viaggio felice e finché un uomo la segue, è una cosa sola con essa.



FONTE: Gli insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda Ediz. Rizzoli
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Fenrir



Maschile Tigre
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Lun 20 Ago 2012 - 0:01

Io rimango sempre rapito dalle opere di castaneda, sembra fare rivelazioni semplicemente scrivendo una virgola.
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strix



Cavallo
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Gio 4 Ott 2012 - 18:41

Devo ammettere che, quando lessi "a scuola dallo stregone " molti anni fa, non ci capii assolutamente nulla.

Adesso, dopo molta strada e dopo altri libri di Castaneda, forse capisco qualcosa...in parte è anche merito di quel resoconto un po' freddo e accademico.

Ripensandoci è incredibile come Castaneda, nonostante la straordinaria fortuna di avere un simile maestro, fosse tanto duro di testa da aver bisogno di essere imbottito di piante psicotrope. Forse era troppo intelligente e colto.

Come recita un vecchio proverbio: "ho avuto un'ottima educazione, mi ci sono voluti anni per farmela passare". A lui gli anni non sarebbero bastati, ci voleva la Psilocybe.

Buona serata a tutti, Strix.
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Tila
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Gio 4 Ott 2012 - 19:24

strix ha scritto:


Ripensandoci è incredibile come Castaneda, nonostante la straordinaria fortuna di avere un simile maestro, fosse tanto duro di testa da aver bisogno di essere imbottito di piante psicotrope. Forse era troppo intelligente e colto.

Come recita un vecchio proverbio: "ho avuto un'ottima educazione, mi ci sono voluti anni per farmela passare". A lui gli anni non sarebbero bastati, ci voleva la Psilocybe.

Buona serata a tutti, Strix.

Si era proprio un testone! Very Happy

Buona serata Strix,

don Juan aveva poco tempo per poter insegnare il mondo della "stregoneria" a Carlos; e Castaneda, come la maggior parte degli uomini, aveva troppo radicato in sé tutta una serie di accordi, per non parlare della importanza personale; secondo me eliminare questi condizionamenti, la socializzazione, cambiare inventario e modo di percepire, imparare l'arte dell'agguato e il sognare sono tutte cose che richiedono molta energia e tempo; inoltre ho sempre pensato che il suo modo di raccontare le sue esperienze con "le storie di stregoneria" non fosse altro che un mezzo per farci comprendere meglio quanto siamo troppo presi da noi stessi...

Un abbraccio.

Tila



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don Gianni



Scimmia
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Ven 5 Ott 2012 - 18:08

'' Potrebbero volerci anni per convincerti a cambiare, e poi potrebbero volerci anni per agire di conseguenza.
Spero solo ti rimanga il tempo sufficiente ''

Don Juan
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MessaggioOggetto: Re: Gli insegnamenti di Don Juan   Oggi a 15:19

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